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Bigenitorialità


Fe.N.Bi. - Federazione Nazionale per la Bigenitorialità
sabato, 29 aprile 2006

Adattamento e psicopatologia familiare nella separazione coniugale

Roma, 3 Maggio 2006

Eminenti studiosi della psichiatria, psicologi e avvocati mettono a confronto le proprie conoscenze nel tentativo di fornire rimedi per la sofferenza delle famiglie separate. La Fe.N .Bi. Federazione Nazionale per la Bigenitorialità parteciperà al dibattito con l’intervento del Dott. Mario Andrea Salluzzo.

Il simposio su “Adattamento e psicopatologia familiare nella separazione coniugale” si svolgerà a Roma, il 3 maggio dalle ore 14.00 alle ore 18.00, presso l’Auditorium parco della musica, all’interno del prestigioso congresso nazionale di psichiatria AILAS 2006. Coordina il simposio il Prof. Adolfo Petiziol, Presidente della Società Europea di Psichiatria Sociale. Tra i relatori saranno presenti illustri studiosi come il Prof. Francesco Montecchi, Primario di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, e la Prof.ssa Marisa Malagoli Togliatti, Ordinario di Psicodinamica delle realzioni familiari presso l’Università La Sapienza Roma.

I mutamenti avvenuti nella società e nella famiglia italiana negli ultimi decenni mettono gli psico-professionisti di fronte a nuove forme di disagio crescente. Le cessazioni di convivenza, le separazioni e divorzi costituiscono eventi sempre più frequenti nella nostra società, e le famiglie sono sottoposte a traumatiche destrutturazioni. I professionisti della salute mentale assistono alla graduale ma consistente crescita delle richieste di trattamenti psicoterapeutici o psichiatrici da parte di coloro che si trovano coinvolti nell’interruzione o nella radicale modificazione dei rapporti familiari. Quindi, la separazione si configura come un evento stressante a rischio di slatentizzare aspetti psicopatologici in soggetti, ritenuti in precedenza normali, che erano tenuti in fase di compenso dalla relazione coniugale e dal rapporto genitore-figlio.

Purtroppo, l’attuale assetto culturale e normativo fa sì che, a seguito della separazione, residuino pericolose sacche di conflittualità spesso non trattate, nelle quali la dimensione coniugale e quella genitoriale restano malignamente confuse ed agite attraverso l’iter giudiziario. Il conflitto, anche se non agito nella convivenza familiare, si trasferisce nell’ambito giudiziario. Ma il sistema giudiziario può dirimere solo questioni materiali, lasciando inalterata l’incomprensione dei fattori psicologici che hanno ridotto i protagonisti della vicenda al fallimento del loro progetto di vita in comune. I figli spesso si trovano ad essere utilizzati dai genitori come sostituti del partner perduto, trovandosi così ad essere come psicologicamente orfani. Più il conflitto – ivi compreso quello giudiziario – si protrae, più i figli dovranno subire un impoverimento del contributo dei genitori alla loro crescita, essendo così costretti ad adultizzarsi precocemente per poter far fronte alle proprie esigenze. I professionisti partecipanti tenteranno di fornire strumenti operativi di sostegno e di adattamento delle figure coinvolte.


postato da: dejudicibus alle ore 09:22 | link |
categorie: comunicati, psicologia

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